12 maggio 2024 · 5 min lettura
Esame della vista dall'ottico: cos'è e cosa aspettarsi
Non è una visita medica e non richiede la ricetta dell'oculista. È una serie di misure ottiche per capire se e come la tua vista ha bisogno di una correzione. Ecco com'è strutturato.
Importante: l'esame della vista eseguito in ottica è una valutazione della funzione visiva e della refrazione. Non è una visita medica e non sostituisce la valutazione del medico oculista, che è il professionista abilitato a effettuare diagnosi e prescrivere terapie mediche.
Cos'è l'esame della vista
L'esame della vista (o esame refrattivo) è una serie di misure ottiche finalizzate a determinare se l'occhio presenta difetti refrattivi — miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia — e a stabilire, in caso positivo, quali lenti offrono la correzione più adeguata.
Non sono necessarie preparazioni particolari, non ci sono strumenti a contatto con l'occhio e l'intera procedura dura generalmente tra i 20 e i 40 minuti, a seconda della complessità della situazione visiva.
Come si svolge: le fasi principali
1. Anamnesi visiva
Prima di qualsiasi misura, raccogliamo informazioni sulla tua situazione: hai già occhiali o lenti a contatto? Senti di vedere meno bene rispetto a prima? Hai mal di testa, affaticamento visivo o difficoltà specifiche? Lavori molte ore al computer? Queste informazioni orientano le misure successive.
2. Misurazione automatica della refrazione
Con un autorefrattometro — uno strumento non invasivo in cui si guarda un'immagine a distanza — si ottiene una stima oggettiva del difetto refrattivo di ciascun occhio. È un punto di partenza: il valore viene poi raffinato con le misure soggettive.
3. Refrazione soggettiva
Utilizzando un forottero (o un set di lenti di prova), vengono proposte diverse combinazioni di lenti mentre tu guardi ottotipi (le lettere o simboli a diverse grandezze). Le tue risposte — "meglio così o così?" — permettono di affinare la correzione fino a trovare quella ottimale per te. Questa è la fase più soggettiva e richiede la tua collaborazione attiva.
4. Valutazione binoculare
Si verifica come i due occhi lavorano insieme: allineamento, coordinazione, phoria (tendenza latente degli occhi a deviare). Queste misure sono importanti per determinare se la correzione monoculare è confortevole anche nella visione binoculare quotidiana.
5. Valutazione della visione da vicino e intermedia
Soprattutto per chi ha più di 40 anni o lavora molto a video, si valuta la qualità della visione da vicino (lettura) e a distanza intermedia (schermo del computer). Se emerge una presbiopia, si discutono le opzioni di correzione — progressive, degressive o lenti da lettura.
6. Comunicazione del risultato
Al termine, ti spieghiamo i risultati in modo chiaro: quale difetto refrattivo è stato misurato, di quanto è cambiata la correzione rispetto ai tuoi occhiali precedenti (se ne hai), e quali opzioni di lenti o montature sono indicate per le tue esigenze.
Serve la ricetta dell'oculista?
No. Per acquistare occhiali o lenti a contatto in Italia non è necessaria una prescrizione medica. L'esame della vista in ottica è sufficiente per determinare la correzione refrattiva e procedere con l'acquisto.
Tuttavia, se durante l'esame emergono aspetti anomali che esulano dalla refrazione — come asimmetrie significative tra i due occhi, valori inaspettati o segnali che possono indicare la necessità di una valutazione medica — ti informeremo e ti indirizzeremo verso il medico oculista. Questo non è frequente, ma accade, ed è parte della professionalità.
Con quale frequenza fare il controllo della vista
- —Adulti senza difetti visivi: ogni 2 anni è un intervallo ragionevole come controllo preventivo
- —Chi porta occhiali o lenti a contatto: ogni 1–2 anni, o prima se noti cambiamenti nella qualità visiva
- —Bambini: primo controllo entro i 6 anni, poi annuale (semestrale se è emersa miopia)
- —Over 45: ogni anno, per monitorare l'evoluzione della presbiopia
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